FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MICHELE SCALINI

Michele Scalini

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Michele Scalini. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Michele, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Salve a tutti, mi chiamo Michele Scalini, ho 46 anni e vivo a Jesi, nella provincia di Ancona.

Attualmente lavoro per un’azienda della mia zona nell’ambito dell’automazione industriale.

Circa sei anni fa ho scoperto la passione per la scrittura. Accadde quasi per caso, in un periodo difficile della mia vita.

Mi trovavo senza lavoro, trascorsi almeno tre anni in quella condizione. Una mattina, decisi di cercare in rete, dei suggerimenti per reinventare la propria vita, per cercare nuovi stimoli, ad essere onesti ne avevo un gran bisogno.

Trovai una lista di attività da valutare. Le consultai con attenzione, cercando di capire quale fosse adatta a me.

A metà della lista trovai scritto “scrivi un libro”. Lessi quella voce diverse volte e alla fine esultai “ok, scriviamo un libro”. E da quel giorno non mi sono più fermato, non riesco più a farne a meno.

La scrittura mi ha permesso di scoprire una parte di me, che non sapevo neanche di avere.

Mi ha dato la possibilità di dare vita alla mia fantasia e alla mia creatività.

Perfetto. Ora parlami del tuo libro.

Certo. Vorrei parlarti di “Trappist Terzo”, la mia ultima opera di fantascienza.

Ambientata in un futuro, dove cambiamenti climatici, squilibri politici, guerre e l’inquinamento eccessivo, stanno segnando drasticamente la vita dell’umanità, spingendola a colonizzare nuovi mondi, al di fuori del sistema solare, per poter sopravvivere a se stessa.

Da queste situazioni emerge il personaggio principale della storia.

Congedatosi dall’esercito, dopo aver prestato servizio per molti anni, si ritrova ad affrontare la vita da civile. Tenta a fatica ad integrarsi in quella società, ma capisce di non sentirsi adatto per quella vita e cerca una via di fuga. 

La storia narrata in “Trappist Terzo”, nasce da un’idea che si era formata nella mia mente un paio di anni fa.

Avevo questa immagine, di un uomo chiuso in una stanza con una pistola puntata alla tempia, pronto a porre fine alla sua vita. Quell’immagine mi piaceva molto, la consideravo molto forte, però mi mancava una storia da associarle.

Dopo alcune settimane di stallo, fu la notizia sentita al telegiornale della sera a far scattare la scintilla. Stavano parlando della scoperta di alcuni pianeti, di cui alcuni simili alla Terra, che ruotavano attorno alla stella Trappist-1.

Udendo quelle parole e restando affascinato dalle immagini che stavano mostrando, mi dissi “e se inviassi dei coloni su uno di quei pianeti?”. In quel momento nacque la storia di “Trappist Terzo”.

Naturale dire che non avrei voluto raccontare la storia della colonizzazione di un pianeta o del viaggio attraverso il cosmo per raggiungerlo. In un buon libro di fantascienza, non possono mancare alieni o un minimo di azione. L’idea era di tenere viva quell’immagine iniziale.

Così pensai a due razze aliene, diverse tra loro e in lotta per il controllo del pianeta stesso. Da una parte troviamo i Tiamatiani. Un popolo alieno che aveva abbandonato il suo pianeta natale e morente, per rifondare la propria civiltà su quel pianeta, dove gli umani si stavano recando, con gli stessi intenti e del tutto ignari che fosse abitato.

Dall’altra, troviamo i Creatori. Esseri antichi e potenti che reclamavano ogni diritto su quel pianeta.

Il personaggio e gli altri coloni, si imbattono in questa lotta per il controllo del pianeta e decidono di unire le loro forze a quelle dei Tiamatiani, dopo che questi salvano i coloni dall’attacco dei Creatori.

Un tremendo attacco condotto per mezzo di formidabili creature robotiche, simili a comuni animali selvatici terrestri.

Il personaggio si imbatte per caso, durante un viaggio di esplorazione del pianeta, in quelle creature e ne resta subito affascinato e incuriosito.

Pian piano che si addentra nei misteri che nasconde quel pianeta, scopre che quelle creature sono state ideate con lo scopo principale di proteggere quel pianeta da qualsiasi minaccia.

A cosa ti sei ispirato?

Negli ultimi anni si è parlato molto della colonizzazione della Luna e di Marte. 

Onestamente ricordo che anche da bambino leggevo articoli sui giornali che parlavano dell’argomento.

Nei prossimi anni il genere umano potrà muovere i primi passi su mondi alieni e potrà finalmente esplorarli in prima persona, costruendo vere e proprie colonie, dando al via la vita fuori dalla Terra.

Questo progetto, la colonizzazione o il viaggio nello spazio, mi affascina e mi incuriosisce sin da bambino ed ho voluto dare la mia visione, per omaggiare quegli eroi che un giorno potranno andare là, dove nessun uomo è stato prima.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Onestamente nella storia, almeno nei primi capitoli, faccio riferimento a quel senso di disagio che nasce in quelle persone che non si sentono pienamente soddisfatte della propria vita e non riescono ad integrarsi in una società, che concede poco spazio a chi è diverso dalla massa e tenta, a denti strette, di mantenere viva una propria identità intellettuale e ne fa uno scopo di vita.

Ripensandoci, questa caratteristica del personaggio principale, rispecchia molto la mia natura, con un chiaro riferimento a quel periodo della mia vita in cui ho scoperto la scrittura.

Perché hai scelto questo titolo?

Tutta la storia ruota intorno a quel pianeta lontano e volevo che restasse lui al centro dell’attenzione.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Come dicevo, l’idea del libro nacque dopo aver sentito la notizia della scoperta di quei pianeti, quindi passai diverse serate a leggere i vari articoli sulle riviste scientifiche che ne parlavano.

La parte più laboriosa fu immaginare quel mondo e descriverlo al meglio, in modo tale che, leggendo quelle righe, si avesse avuto un’immagine mentale di ciò che stavo tentando di descrivere. 

Nel libro faccio riferimento anche ad antiche mitologie babilonesi. I Tiamatiani, gli alieni buoni del libro, provengono dal pianeta Tiamat, che per i babilonesi era la madre del cosmo, ne descrivo la storia in un capitolo, riferendomi a quelle mitologie, adattandole ad un contest alieno.

Anni fa lessi diversi libri che trattavano la storia e la mitologia babilonese, ne restai affascinato, per quello ho deciso di inserirla nel libro. Ovviamente, per rinfrescarmi la memoria, feci diverse ricerche in rete, onde evitare ci commettere errori.

Infine, troviamo quelle formidabili creature meccaniche.

Descriverne gli atteggiamenti, le corporature, le lotte che svolgono nella storia, come descrivere le ferite che subivano durante quegli scontri, fu inizialmente difficile, dove immaginare parti metalliche che si staccavano con violenza, ma con pazienza credo di aver realizzato ciò che intendevo descrivere.

Ricorco che guardai alcuni documentari sugli animali africani, che, ironia della sorte, ho avuto la fortuna di ammirare durante un viaggio di lavoro in Sud Africa.

Comunque, con quei documentari, potevo avere una visione dei loro comportamenti.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Tutti i personaggi umani sono frutto della fantasia, anche i nomi che assegno loro.

Difficilmente faccio riferimento a persone reali, eccezion fatta per il personaggio principale, che, per sentirlo vivo, associo parti di me.

Non è un caso che in tutti i miei libri il personaggio della storia si chiama Michael.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Come ti dicevo, in questo libro, come negli altri, c’è molto di me.

C’è quella parte, del mio carattere, che non riesco ad esprimere quando sono a contatto con altre persone. 

Esprimendolo attraverso i personaggi delle mie storie, mi permette di confrontarmi con il mio vero Io e mostrare chi sono davvero.

Onestamente, è anche un modo, identificandomi nel personaggio, di vivere quelle avventure che racconto nei libri, per sentirle vere.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Onestamente non se ne so abbastanza da esprimere un’opinione mirata.

Da quello che leggo in giro, sui media principali, temo che stia perdendo quell’identità culturale che dovrebbe mantenere, dando risalto ad autori che cavalcano l’onda del momento, puntando quindi sulle vendite, piuttosto che puntare su quelli che stanno tentando di dare il loro contributo per mantenere viva quell’identità culturale e creativa che sono caratteristiche principali del nostro paese. 

Ma è solo una mia personale opinione, niente di più.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ti rispondo dicendo che in vita mia non ho mai scritto niente di fantasioso o creativo. 

Eppure, sono riuscito a pubblicare quattro libri con piccole case editrici, un altro uscirà nelle prossime settimane. Trovo positivo e incoraggiante, aver trovato qualcuno che abbia creduto nelle mie opere, al punto tale da dedicarci tempo e soldi.

Nonostante tutto direi che la mia esperienza sia positiva e soddisfacente.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Ti confido che non sono molto bravo con gli slogan.

Però, potrei dire loro che lo spazio è troppo vasto per soffermarci ad osservare un’unica stella.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Se state leggendo questo blog, significa che siete appassionati di lettura.

Perciò il mio non andrebbe definito come un messaggio vero e proprio, ma lo definirei un invito.

Invito tutti voi a valutare gli autori esordienti, leggere le loro storie, magari conoscerli.

In fin dei conti, loro, noi, sono esattamente come voi, con le nostre vite, i nostri problemi, i nostri sogni. 

Credo che sia più facile intravedersi in un autore esordiente, piuttosto che in uno famoso.

Dove possiamo contattarti?

Ovviamente al mio indirizzo email m.scalini@outlook.it.

Oppure potete trovarmi su facebook, il mio account: https://www.facebook.com/michele.scalini. Su facebook si ride e 

si scherza, ma a volte faccio anche il serio.

A tempo perso lavoro anche ad un blog: https://lasthorizon.altervista.org/

E con questo salutiamo Michele Scalini, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

Un pensiero riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MICHELE SCALINI

  1. Michele carissimo, (dico carissimo perché come scrittore e poeta esordiente , ti posso capire come tutti quelli della nostra categoria).
    Veniamo a noi: complimenti per il coraggio e la sincerità con cui ti presenti.
    E’ bello sentire persone che si avvicinano alla scrittura con vero impegno.
    Il tuo genere non è proprio nelle mie corde, anche se la fantascienza mi incuriosisce come documentazione visiva.
    La mia fantasia la coltivo principalmente scrivendo fiabe per bambini.
    Forse c’è un’attinenza, ma nel mio genere devo essere breve e dire tutto in poche pagine.
    Bene. raccogli ancora i miei complimenti e a presto.
    Marco

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