FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MATTIA RUSSO

Mattia Russo

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Mattia Russo. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Mattia, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Sono nato un sabato di novembre nel giorno più sfortunato per eccellenza.

L’infanzia è trascorsa felice tra la scuola-parco giochi, la televisione-schiavista e il polveroso campo dell’oratorio dove ho conosciuto gli amici di una vita.

In prima media arriva il fatidico anno X. Il nome è dovuto all’innumerevole quantità di radiografie e lastre fatte.

Ho un’innata predisposizione ai guai, non ho mai pensato alle conseguenze delle mie azioni e l’ho fatta franca più volte di quanto avrei dovuto.

Finito il liceo ho perso cinque anni tra università sbagliate e lavori a vicolo cieco, prima di trovare la mia strada, laureandomi con il massimo dei voti.

Mi piace leggere, scrivere e viaggiare.

Ho continuato ad allenare il primo fin da piccolo; il secondo lo pratico in un periodico e in un web magazine, mentre il terzo è più recente, scoperto grazie ad un’associazione di volontariato internazionale.

Perfetto. Ora parlami del tuo libro.

Un ragazzo di ventitré anni apparecchia il suo appuntamento con la morte.

La vasca da bagno è pronta, le sue ultime volontà sono sul tavolo e le vene sono aperte, lasciando scorrere il rosso.

Si addormenta rimpiangendo la sua vita piena di delusioni ed essendo convinto di non mancare a nessuno.

Si risveglia in una bianca stanza d’ospedale dove, ancora confuso, fa la conoscenza di un enigmatico interlocutore che lo invita a raccontarsi.

Inizia così il viaggio attraverso la sua giovane vita, passando per tutti i momenti che l’hanno caratterizzata e che l’hanno portato al gesto estremo.

“L’appuntamento ideale” è un romanzo introspettivo dove a flashback di vita vissuta si intervallano considerazioni sociali, accompagnati dall’odore di una sigaretta tra amici.

Non rivela verità universali, ma racconta quei piccoli dettagli che molto spesso diamo per scontato e che in realtà rappresentano le basi su cui crescere.

A cosa ti sei ispirato?

È iniziato tutto come un esercizio di stile.

Volevo vedere se ero in grado di scrivere più di un semplice articolo, più di un normale racconto, volevo mettermi alla prova.

Giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, anche ripescando nel mio passato, la storia si è raccontata da sé e l’appuntamento quotidiano davanti al computer si è trasformato in modo per raccontarmi.

Un episodio della mia vita che non si è mai avverato, una storia alternativa dove ho potuto davvero conoscermi. 

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Si riferisce ad un particolare periodo della mia vita, ad uno stato d’animo che ormai non mi appartiene più, ma che mi ha formato, mi ha portato ad essere quello che sono oggi.

Non volevo raccontare quello, ma si è raccontato da solo.

Perché hai scelto questo titolo?

Per chi leggerà il libro sarà tutto più chiaro, dall’inizio alla fine.

Per ora posso dire che un appuntamento ideale per me è fatto di tante parole, di affinità, di risate e di racconti profondi.

Conoscere l’altra persona a tal punto da voler raccontare anche se stesso.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Per raccontare al meglio due episodi si. Il primo è stato il suicidio.

Mi sono documentato attraverso una navigazione compulsiva su Internet e dei colloqui con due psicologi per poter capire al meglio certi stati d’animi.

Il secondo invece è stato il divorzio.

Non avendo vissuto una situazione del genere ho raccolto diverse testimonianze che mi aiutassero a interpretare al meglio quelle sensazioni che imperversano in chi ne inconsapevolmente vittima.

In entrambi i casi era importante per me poter immedesimarmi al meglio nelle parole scritte. 

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Si scrive meglio di ciò che si conosce.

Perciò ho fatto un misto dei due: attinto da qualcuno di reale per inventare al meglio.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Tanto.

Come già detto ho preso spunto da un mio stato d’animo di anni fa per poter creare il protagonista e così tinteggiare la storia di conseguenza.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Sono un neofita dell’ambiente.

Conosco solo per sentito dire, mai avuto esperienze dirette, se non quella con Bookabook.

Ad ora mi sto trovando molto bene, essendo una casa editrice che offre una possibilità a chiunque, sfruttando il passaparola e la community di lettori creatasi.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Vedere la risposta precedente.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Non credo che debbano acquistare il mio libro.

Credo che debbano acquistare un libro a prescindere, se poi nel loro carrello dovessi finirci anche io, tanto meglio.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Qualsiasi cosa stiate leggendo, buona lettura.

Dove possiamo contattarti?

Facebook: https://www.facebook.com/mattia.russo.965

Instagram: https://www.instagram.com/mattiarus90/?hl=it

Blog: https://www.freelazybreak.it/

E con questo salutiamo Mattia Russo, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.