FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ELISA MANTOVANI

Elisa Mantovani

 

LARGO AGLI ESORDIENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Elisa Mantovani.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Elisa, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Innanzitutto ti ringrazio per questa intervista, a cui tenevo molto, data l’immensa stima che nutro nei tuoi confronti sia come scrittore che come persona.

Non ho una vita particolarmente avventurosa, per cu me la caverò con poche righe: abito a Ferrara, lavoro in ospedale, ho due figli e due gatti.

Inutile dirti che scrivere è una grande passione per me, così come lo è la lettura.

Ho pubblicato tre libri. Un romanzo giallo: “La Strega della Nebbia”, una raccolta di racconti: “Gotico Italiano” e l’ultimo: “Nictofobia – Il Buio dell’Anima” (in selfpublishing). 

Amo tutto ciò che è mistero, ne sono affascinata fin da quando ero ragazzina e fin da ragazzina mi sono cimentata in storielle horror che, rileggendole adesso, mi fanno rabbrividire per come le avevo scritte.

Terribili.

Ottimo, adesso parlami dei tuoi libri.

“La Strega della Nebbia” è il mio primo e unico (finora) romanzo, pubblicato nel 2016.

Un giallo ambientato nella mia città e che ha, come perno di tutta la storia, l’ex ospedale psichiatrico infantile di Aguscello.

Scriverlo è stata una sorta di sfida, poiché fino a quel momento avevo scritto solo racconti. Devo dire che alla fine mi ha dato moltissime soddisfazioni, che mai avrei sperato di ottenere.

Attualmente è irreperibile, poiché ho disdetto il contratto con la casa editrice che lo aveva editato, la DrawUp edizioni; presto però lo riporterò alla luce… 

“Gotico italiano”, pubblicato nel 2017, invece è una raccolta di racconti, che spaziano dal gotico, appunto, al thriller e anche all’horror. I miei generi preferiti!

Anche per questo libro le copie disponibili in vendita credo siano quasi esaurite, dato che anche con la casa editrice Faust Edizioni ho disdetto il contratto.

“Nictofobia – Il Buio dell’Anima” è uscito nel 2020, auto pubblicato tramite la piattaforma di Amazon.

Non voglio entrare nei meandri della mia decisione, quella appunto del selfpublishing ma, anche questa, è stata una sorta di sfida che devo dire mi ha soddisfatta.

A cosa ti sei ispirata?

Ogni cosa per me rappresenta una fonte d’ispirazione: un dialogo carpito al lavoro, un film, un paesaggio.

Credo sia così per chiunque scriva; è come una sorta di “magia”, un momento in cui la tua mente si stacca dalla realtà che ti circonda e inizia a proiettare immagini che poi diventeranno parole.

In molti mi chiedono quanto ci sia di me in ciò che scrivo.

Visto quello che scrivo evidentemente pensano sia da internare (mi viene da pensare) però, effettivamente, in ogni racconto e anche nel romanzo che ho scritto, c’è sempre un pezzetto del mio animo.

La parte più nascosta, che ha in fondo paura di ciò che scrivo perché, in fondo, scrivere è un modo per esorcizzare quello che più ci spaventa.

Si riferisce a fatti o episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpita?

La mia paura più grande, che spesso compare nei miei scritti, è ciò che si può celare dietro l’apparenza, la normalità.

La cattiveria che può nascondersi dietro persone che sembrano l’esatto opposto mi spaventa, molto.

Credo che le mie esperienze abbiano influito non poco sul fatto di essere molto prevenuta verso chiunque conosca.

Non ho vissuto situazioni estreme come quelle che scrivo, ma certe delusioni (per non dire traumi), credo che sì, in un qualche modo abbiano influenzato non poco poi il mio approccio con la scrittura.

Perché hai scelto questo titolo, “Nictofobia”?

Cercavo qualcosa di originale (cosa sempre più difficile), e sono incappata in un video dove parlavano delle fobie che attanagliano molte persone, tra cui la Nictofobia (ovvero la paura del buio).

Mi è piaciuto è ho deciso che sarebbe stato il titolo adatto per la raccolta dei racconti.

La paura del buio sì, ma quella dell’animo umano nel mio caso.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Per questo no.

Per il romanzo invece ho dovuto fare diverse ricerche (nel mio piccolo) e ho scoperto di doverne fare molte altre per riportalo in auge.

Questi racconti sono frutto della mia fantasia, parlano di situazioni per lo più normali che, improvvisamente, cambiano drasticamente.

Nel mio libro ci sono casalinghe, bambini, anziani, persone normali con cui quotidianamente potremmo venire a contatto.

L’unico particolare è che dietro ciò che può sembrare al limite della banalità possono celarsi cose inimmaginabili.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale o sono frutto di fantasia?

Tutti i personaggi sono frutto della mia fantasia.

Mi è capitato che qualcuno fosse convinto che parlassi di lui o lei (soprattutto col romanzo), e la cosa mi ha sinceramente divertita.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Come ti ho già scritto, credo che in ogni racconto, in ogni cosa che scriva ci sia un pezzetto di me.

In quest’ultimo libro ci sono diversi personaggi che ho sentito particolarmente “vicini”; questo potrebbe concorrere al mio internamento, ma è così.

A volte mi spiace persino metterli di fronte a certe situazioni, ma come si dice: meglio a loro che a me.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Ho avuto esperienze che mi hanno profondamente delusa.

Se devo essere sincera penso che sia un vero e proprio ginepraio, dove chi cerca di emergere rischia di rimanervi intrappolato.

Credo che ci siano realtà positive (anche se usare la parola “positivo” adesso non è il massimo, vista la situazione che stiamo vivendo), voglio crederci.

Quello che mi dispiace è che ci siano autori come Eraldo Baldini che vengono surclassati da libri di youtuber e compagnia bella: una cosa a dir poco avvilente.

Mi permetto di citare la bellissima frase del libro “Il piccolo principe”: l’essenziale è invisibile agli occhi. L’effimero, invece, dilaga.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Preferisco non approfondire questo argomento, per una forma di rispetto anche verso chi, nei miei confronti, non ne ha avuto.

Posso dirti che le mie esperienze editoriali non sono state edificanti, per niente. 

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Oddio: sono negata per gli slogan.

Comunque ci provo.

“Nulla è ciò che sembra. Non esiste cosa peggiore della banalità del Male e qui, tra queste pagine, scoprirete quanto questo possa essere reale!”

Meno male che non ho fatto la pubblicitaria…

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Vi ringrazio per la vostra attenzione, spero di avervi incuriosito almeno quel tanto da, magari, acquistare il mio libro.

In ogni caso è stato un piacere “parlare” con voi, e sappiate che è grazie a voi se continuiamo a scrivere.

I lettori sono il vero, unico carburante dell’editoria.

Dove possiamo contattarti?

Potete contattarmi sulla mia pagina Facebook (ho anche creato una pagina dedicata al libro che, naturalmente e con grande fantasia, ho chiamato Nictofobia), oppure tramite email: elisamantovani25@gmail.com.

Grazie Filippo, e grazie a chi continua a credere in noi scrittori emergenti!

 

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