FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: EMANUELE RIZZARDI

Emanuele Rizzardi

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Emanuele Rizzardi  

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Emanuele, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Sono nato nel 1990 e  vivo a Milano.

Ho pubblicato tre romanzi storici e curato alcune raccolte di racconti.

Il mio primo lavoro è “L’ultimo Paleologo”(2018), seguito da “L’usurpatore” (2020) e dalla sua versione in inglese “The usurper”.

Di entrambi i libri abbiamo parlato in un’intervista nel 2020, sempre su questo sito.

Nel 2021 è uscita la mia terza opera di cui parleremo in questa intervista, “Lo stendardo di Giove”.

La Storia è la mia grande passione, in particolare il mondo bizantino. 

Perfetto. Ora parlami del tuo ultimo libro.

“Lo stendardo di Giove” parla degli ultimi pagani della Roma imperiale, che si trovano a combattere per la loro libertà e fede contro l’astro nascente del cristianesimo e in particolare l’imperatore Teodosio, che aveva imposto il nuovo culto come unica religione accettabile e messo a bando tutti gli altri.

Gli eventi salienti sono sviluppati in Italia dal 392 al 394.

A cosa ti sei ispirato?

Alla necessità di dare luce a quegli eventi complessi e oscuri che hanno portato il cristianesimo a sostituire gli antichi culti.

Spesso questo passaggio viene dato per scontato o ignorato, ma è molto interessante sapere come i vecchi credenti non siano semplicemente spariti da un giorno all’altra, ma abbiano tentato un’ultima esplosione di energia vitale prima di scomparire di fronte al mondo moderno.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Decisamente no.

Mi ha comunque colpito il bisogno che ho avvertito di dare lustro a questi eventi troppo spesso ignorati.

La forma del romanzo storico è stata la scelta più ovvia perché una bella storia può raggiungere un vasto pubblico e quindi veicolare il messaggio di fine: “Chi eravamo? Da dove veniamo? Come siamo diventati ciò che siamo ora?”.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo deriva da un fatto che realmente accaduto, che viene narrato all’interno del romanzo.

Le legioni dei Romani sotto il comando di Nicomaco Flaviano, uno dei generali della rivolta pagana, combattevano con il simbolo cristiano sugli scudi.

Nicomaco decise, per ovvie ragioni, di farlo togliere e sostituire con la saetta di Giove, il suo “stendardo”.

Lo stendardo di Giove è quindi il simbolo di guerra delle legioni pagane.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Naturalmente.

Ci sono sia le fonti del tempo che degli importantissimi studi moderni, manuali molto complessi che vanni sintetizzati ed estrapolati in modo che la storia non diventi eccessivamente nozionistica anche per il lettore più casuale.

Lo studio, in questo senso, è doppio!

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

I personaggi sono quasi tutti realmente esistiti: tra gli antagonisti abbiamo l’imperatore Teodosio, il vescovo Ambrogio conosciuto come Sant’Ambrogio, il papa di Roma, il ciambellano Calligono e i celeberrimi comandanti militari Stilicone e Alarico.

I nostri protagonisti sono, invece, il generale pagano Arbogaste, l’imperatore cristiano ma tollerante Eugenio, che combatte dalla parte dei pagani; il magistrato Nicomaco Flaviano, il filosofo Simmaco e il generale Arbizione di Colonia.

L’unico personaggio di spessore inventato è la somma sacerdotessa Brigantia, donna celtica dedita al dio Lugus, con il dono della divinazione e della chiaroveggenza, che rappresenta un po’ tutti quegli elementi “paranormali” della narrazione. 

Quanto c’è, di te, nel libro?

Ho cercato di creare una buona storia mantenendomi fedeli agli eventi, cercando di gestire il difficilissimo compito di dare una luce nuova alla religione cristiana (o meglio, a chi l’ha sfruttata), che non è certamente lusinghiera ma che comunque ci aiuta a riflettere su quanto è avvenuto nel passato.

Il mio contributo è questo, spero di essere stato all’altezza.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Si osa poco e si dà risalto al personaggio famoso che pubblica, più che al contrario.

Ovviamente non è un mondo destinato a migliorare e su questo possiamo fare ben poco.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

La medesima della scorsa volta.

Ho avuto delle esperienze molto negative con due case editrici free della piccola editoria italiana.

Da allora collaboro con un’associazione culturale che si avvale di un’azienda terza per stampare e distribuire, dove ho più controllo sui diritti e su tutto il resto.

Si chiama Associazione Culturale Byzantion.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Volete leggere una buona storia, a tratti drammatica, capace di farvi passare delle ottime ore in compagnia, ma anche di leggere delle frasi in antico gallico?

“Lo stendardo di Giove” è qui per voi.

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Sono contento di essere stato con voi per questa seconda intervista.

Speriamo di leggerci ancora in futuro.

Dove possiamo contattarti?

Il mio contatto principale è la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/UltimoPaleologo/ nella quale parlo delle mie attività, ma anche di storia bizantina in generale, dei saggi maggiormente importanti e di eventi correlati alla materia.

E naturalmente Instagram: https://www.instagram.com/ultimopaleologoemanuelerizz/

Ho anche un canale Youtube, dove posto alcune interviste che mi sono state fatte, video di storia bizantina e qualche curiosità, ma non sono molto costante. https://www.youtube.com/user/TFTBasileus

E con questo salutiamo Emanuele Rizzardi, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

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