FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: SALVO FUGGIANO

Salvo Fuggiano

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Salvo Fuggiano  

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Salvo, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Sono laureato in Lingue e letterature straniere all’università D’Annunzio di Pescara, da quasi vent’ anni lavoro come libraio indipendente e docente di lingua inglese e spagnola.

Vice presidente categoria librai Confcommercio prov. di Taranto.

 I libri sono da sempre la mia passione e scrivere per me è diventato catartico. 

Perfetto. Ora parlami dei tuoi libri.

Nel 2014 pubblico il romanzo “La favola del silenzio” (Lupo Editore). Nel 2019 esce “Una ferita aperta” (Les Flâneurs Edizioni); “Fragile” (2021) ne rappresenta il seguito e il capitolo conclusivo.

Ho già pronto un quarto scritto ambientato a Pescara (città che amo) e incentrato sulle vicende dell’ispettore Agnese Poggiali. Romanzo che uscirà in autunno per Mursia editore nella collana Giungla Gialla.

In “Fragile”, il protagonista, cercando di rimettere insieme la sua vita, malgrado ogni parte di lui opponga resistenza, finisce per restare bloccato in una profonda e innaturale solitudine, intrappolato dalle sue stesse paure.

Eppure c’è qualcosa che lo spaventa ancora di più: un istinto aggressivo che non riesce a dominare, legato in qualche modo all’incubo che continua a tormentare le sue notti; una visione oscura da un passato ignoto, parte di un segreto che da sempre porta dentro di sé.

D’improvviso, però, le urla e i pianti di un bambino rompono quel silenzio, convincendolo che qualcosa di davvero terribile stia per accadere. Realtà o solo allucinazioni dovute ai suoi traumi?

Così, per sfuggire al suo male interiore, Salvatore inizia a scrivere un nuovo romanzo…

Salvatore è uno scrittore che continua a vivere nell’incubo di ciò che è accaduto più di quarant’anni prima: la morte del suo fratellino avvenuta in circostanze mai chiarite.

L’uomo è diviso tra il desiderio di rimanere chiuso nel buio in cui è sprofondato, e quello di liberarsi definitivamente dei suoi mostri e riprendere a vivere.

Ci porta con lui in questo tortuoso viaggio dentro se stesso, ma non solo, ci cattura, e attraverso la stesura di un romanzo nel romanzo, ci fa vivere una realtà differente.

Ma per noi, esattamente come per Salvatore, non sarà così semplice capire cosa è reale e cosa non lo è.

A cosa ti sei ispirato per “Fragile”?

Ho tratto ispirazione dal mio “manicomio” personale, dai miei mostri interiori.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Ho cercato di riportare a galla quell’antico dolore che è insito in ognuno di noi, ben nascosto nella profondità dell’animo.

Sono  riuscito a uccidere le mie paure, con l’intento di perdonarmi per tutti gli anni in cui sono mancato a me stesso e alla vita, consegnando così fra le mani dei lettori un Salvo nuovo e purificato, dove insegno che dalla sofferenza si può uscire con spirito nuovo, senza più tremare davanti al dolore.

Il messaggio nascosto per me quindi é chiudere con il passato per poi rinascere.

Non significa come già ho detto prima che dimenticheremo tutte le nostre paure, i nostri dolori il nostro soffrire, ma che riusciremo a portarlo fuori alla luce, come se fosse un’entità separata, viva.

Tutto questo ha il sapore della libertà, della vera forza delle nostre fragilità e della consapevolezza.

Il Salvatore di carta  accompagna il lettore  nella sua discesa all’inferno, così come in un vero e proprio  contrappasso Dantesco.

Perché hai scelto questo titolo?

Tutti siamo fragili in un modo o nell’altro.

La mia fragilità era più in superficie a causa della mia ansia emotiva.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Mi è stato d’aiuto il mio percorso di psicoanalisi e le mie allucinazioni e incubi mixate con sprazzi di realtà.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Ogni volta che scrivo mi ispiro a qualcuno.

Ho bisogno di rendere tutto più credibile.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Come hai potuto capire, c’è tanto del Salvo in carne ed ossa nei miei romanzi.

In “Fragile” è ancora più evidente questa presenza. 

Con la scrittura il Salvo di carta ha preso per mano il Salvo in carne ed ossa e lo ha accompagnato verso una sorta di redenzione, affinchè uccidesse il proprio passato.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Sono un libraio e poi uno scrittore.

Il mondo editoriale italiano è vario.

Il problema sono i prezzi dei libri che non sempre permettono ai lettori di fruire del paiacere della lettura.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ho cominciato nel 2015 con un piccolo editore Leccese, poi sono passato a pubblicare per un editore pugliese medio piccolo, ma con una ottima distribuzione.

A inizio autunno passerò a Ugo Mursia grazie anche alla mia agenzia letteraria Brassotti.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Non sono bravo con gli slogan.

Il lettore deve sentirsi libero di scegliere ciò che sente più vicino a sé.

Io proporrei di riscoprire l’empatia e grazie ad essa avvicinarsi al mio scritto.

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Ringrazio Filippo e voi per l’attenzione nei mie riguardi.

Leggete, leggete e leggete…

Dove possiamo contattarti?

Sui social come Salvo Fuggiano

E con questo salutiamo Salvo Fuggiano, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

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