IL GIORNO DEI MORTI

21 febbraio 2017

Morti

 

Questo romanzo l’ho scritto molti anni fa, con l’obiettivo di raccontare una storia diversa sul tema ormai abusato dei morti viventi. Basta zombi cannibali, mi sono detto, proviamo a concepire un’idea alternativa del morto che ritorna. Qualcosa che spaventi, ma che allo stesso tempo mantenga una traccia di struggente malinconia. Senza volerlo, è diventato un pretesto per puntare il dito contro certi temi dell’esistenza che personalmente non condivido. Per raccontare la morte, ho finito per parlare della vita.

Il risultato finale, è questo libro.

 

Di seguito, la quarta di copertina:

“Marcialla è un piccolo borgo della campagna toscana, ridente nella bella stagione, ma che conosce i suoi momenti di nebbia umida e gelida, durante l’inverno. La gente è semplice, si esprime in stretto dialetto toscano ma, soprattutto, è molto gelosa della sua identità e della sua peculiarità, insomma, Marcialla fa paese a conto suo, e gli estranei non sono molto ben accetti.
Lorenzo, un facoltoso chirurgo fiorentino, ha ristrutturato nei pressi di Marcialla un grande casale di campagna ereditato da una zia, ed intende trascorrervi una parte della settimana, lontano dal traffico e dallo smog cittadino. La prima persona con cui entra in relazione è Anselmo, il becchino: da lui Lorenzo apprende che Marcialla ha un suo giorno speciale, il Giorno dei morti. Non si sa quando capiti, ma in quella giornata particolare i morti risorgono: non tutti, certo, soltanto chi vuole, per rivedere le persone conosciute durante la vita, amiche o nemiche.
Dapprima scettico, Lorenzo sperimenterà di persona la veridicità del fatto, perché Irma, la zia di cui è l’erede, uscirà dalla tomba per cacciarlo dalla sua casa e per ucciderlo, perché Lorenzo cela un terribile segreto. Grazie all’aiuto di Anselmo e di altri suoi amici, Lorenzo riesce a sfuggire a Irmapazza, come veniva soprannominata la vecchia zia, ma, quando vorrà divulgare ciò che accade nel piccolo borgo, troverà l’opposizione di Anselmo e degli altri suoi compari, disposti a tutto pur di fermare quel cittadino che non vuole accettare di rispettare l’incomprensibile, quello che non si può spiegare e che deve essere difeso dalla sete di conoscenza dell’uomo. Il rispetto per l’incomprensibile – e per la morte – non è disgiunto dal rispetto per la vita, che è sacra, ma che l’uomo troppo spesso non rispetta: non è rispetto avvelenarsi con droghe, alcol, fumo, né sottoporsi al bisturi per motivi puramente estetici o, peggio ancora, decidere della vita e della morte di un bambino non ancora nato. Anselmo e i suoi amici non esiteranno a difendere con tutte le forze il segreto del Giorno dei morti, che appartiene soltanto al loro borgo”.

RECENSIONI

 

Per saperne di più, clicca qui.

No Comments