OMBRE

21 febbraio 2017

Ombre

 

 

Questo libro in verità è un’antologia di racconti. Quattro storie diverse per ambientazione, luoghi, temi e personaggi. In ogni storia, un incubo differente, le cui radici affondano sempre nella realtà.

Quattro ombre.

Anche in questo caso, ho voluto tratteggiare alcuni aspetti della vita quotidiana che mi inquietano e mi danno da pensare. Per esempio, mi sono ritrovato spesso a frugare tra i ricordi, cercando quello del giorno in cui i miei genitori hanno spezzato l’incantesimo su Babbo Natale. Nulla di grave, certo, fa parte della crescita, tuttavia mi domando cosa devo aver provato in quel momento, visto che sono sempre stato un bambino con la testa piena di immaginazione. Il fatto è che non lo ricordo. Questo mi ha spinto a scrivere una storia che parta proprio da questo spunto. Allo stesso modo, mi sono posto altre domande, alcune banali, altre sacrosante: come mi sentirei se qualcuno mi dicesse che mi restano due mesi di vita per colpa di un tumore non operabile? Cosa farei? Mi lascerei andare, o cercherei soluzioni, magari scavando nell’ignoto? E ancora: un uomo, può impazzire per vendetta? E siamo sicuri che coloro che chiamiamo “folli” lo siano davvero, solo perché chiusi in un manicomio?

Le risposte che mi sono dato, le trovi in questo libro.

 

Qui sotto, la quarta di copertina:

“Ai limiti del grande romanzo giallo inglese e dell’horror story americano Filippo Semplici si muove con passo felpato tra la realtà più cruda e crudele e il sogno, il desiderio di potersi aggrappare a un mondo parallelo e fantastico dove rendere l’esistenza più sopportabile e colorata. Nei suoi racconti si incontrano voci e volti molto diversi che apparentemente sembrano giustapporsi senza una logica. Il loro vissuto però ci dona molto più di una storia per intrattenerci, scava davanti a noi le domande più profonde di circostanze improbabili quanto normali, soprattutto normali. Dall’uomo con un tumore incurabile che trova il modo per assicurarsi l’immortalità al padre in carriera che obbliga il proprio bambino a non credere più in Babbo Natale facendolo egli stesso a pezzi assieme alla sua innocenza, fino ai racconti tenebrosi e lucidi al tempo stesso del dead man walking da un lato e del malato psichiatrico dall’altro. 

Dalla più cupa normalità le vite di questi personaggi emergono prepotenti e si trovano d’un tratto tutte a un bivio con la morte e l’unica risposta lottando per sopravvivere a volte sembra essere soltanto la follia, quel filo sottile che separa coloro che fanno ancora parte dell’umanità e coloro che ne sono banditi per sempre. Una follia che l’autore non descrive mai in questi termini, ma cui si avvicina per descriverne le fattezze con minuzia e rispetto per chi ne è affetto. Nessun particolare è risparmiato e il sangue, quello che fa battere il cuore a volte troppo forte, è il prezzo e il marchio di chi è risucchiato in questo vortice di “anormalità” o di chi la sceglie come possibile via di fuga o di salvezza”.

Se vuoi saperne di più, clicca qui.

 

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