QUANDO TI SCRIVE L’EDITORE

QUANDO TI SCRIVE L’EDITORE

Editore scrive

COSA ASPETTARSI?

Quando ti scrive l’editore è sempre una bella emozione.

Ricevere una mail o una lettera (se ancora esistono) da parte di una casa editrice, scatena una tempesta di sensazioni, accompagnata da mille interrogativi.

Ci sono svariati motivi per cui l’editore può scriverci.

Può farlo per:

  • Proporci una pubblicazione (in questo caso occhio, ne ho già parlato in un precedente post).
  • Condividere aggiornamenti o informazioni, nel caso fossimo già autori della sua scuderia.
  • Comunicarci il resoconto semestrale (o annuale) delle royalties.
  • Invitarci a revisionare per l’ultima volta il file del romanzo che sta per essere pubblicato.

La settimana scorsa, guarda un po’, mi ha scritto proprio per coinvolgermi in quest’ultima attività.

Quando ho visto lampeggiare la mail firmata Delos Digital sono entrato un po’ in fibrillazione, lo ammetto, e mi sono precipitato a leggerla.

Oltre al file del libro, che ho potuto sfogliare in anteprima come una madre carezza il piccolo appena nato, c’era l’invito all’ultima rilettura del testo, prima del “Visto si stampi”, che in questo caso non esiste, trattandosi di un ebook.

Ma il senso non cambia.

Prima di buttarmi anima e corpo nella missione, mi sono preso un paio di giorni di riflessione, pensando innanzitutto al blog.  Continua a leggere

FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MANUELA LEONESSA

FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MANUELA LEONESSA

Manuela Leonessa

LARGO AGLI ESORDIENTI

Di nuovo un’autrice ospite di Faccia a faccia con l’autore: Manuela Leonessa.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Manuela, sono molto contento di averti ospite nel mio blog. Parlami un po’ di te, intanto.

Con molto piacere!

Sono una psicologa che utilizza il tempo libero per scrivere. Come psicologa so che l’imitazione sta alla base dell’apprendimento (avete presente i neuroni a specchio?) come pure del progresso, così io imito. Vergognosamente imito, non so se anche con profitto, ma lo faccio in molti campi e non me ne pento quasi mai. A volte capita anche con l’abbigliamento. Non so, vedo una donna con un look intrigante per strada e decido che starebbe bene pure a me. Qualcuno dirà che è una prerogativa del tutto femminile, se così è, posso affermare che nel mio modo di leggere io sono assolutamente donna. Quando un libro mi entusiasma mi resta appiccicata addosso la voglia di scriverne uno uguale. Succede sempre, e l’entusiasmo diventa un’onda che mi travolge spingendomi a scrivere incipit. Ne ho scritti un mare, tutti arenati alla seconda pagina come barche nella bassa marea.
Prima che questa mia produzione diventasse bulimica mi sono fermata e chiesta: “Ma gli altri scrittori, quelli famosi, quelli che nei tuoi sogni più sfacciati vengono a congratularsi con te in occasioni di premi prestigiosi che ovviamente hai vinto tu, quelli, come hanno fatto? “
Ho cercato la risposta nei loro romanzi. Dovevo capire perché loro funzionavano e io no. Fred Vargas, Ammaniti, Mc Ewan, e altri sono passati e ripassati sotto lo sguardo avido della mia determinazione. Fino a quando mi sono sentita pronta per scrivere un romanzo tutto intero pure io.
Perché tanta fatica? Perché continuo a scrivere? Un lavoro non basta e avanza?
Qualcuno dice che scrivere sia terapeutico; in realtà, quello che fa bene a me è l’atto della creazione, e non c’è nulla di biblico in questa affermazione.

Un libro è come un figlio? Sono d’accordo.

Quando l’hai scritto te lo miri e te lo rimiri, ripercorri le pagine più belle con orgoglio, e ti rammarichi per quelle che avresti voluto diverse. L’hai scritto tu, eppure ci sono passaggi che guardi con stupore, perché quando li hai pensati mai avresti immaginato che ti sarebbero usciti così belli.
A volte un capitolo particolarmente riuscito mi lascia in uno stato di beatitudine per giorni interi. Altre volte vago depressa perché non riesco a risolvere un passaggio.
E’ una lotta costante con le parole, per riuscire a realizzare il pensiero perfetto nel contesto perfetto con l’emozione perfetta, e in questo mi sento come Napoleone quando dice che la vittoria appartiene ai più perseveranti.

Così, in attesa di scrivere il best seller del secolo, io persevero.
Continua a leggere

FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIOVANNA DI VERNIERE

Giovanna Di Verniere

LARGO AGLI ESORDIENTI

Di nuovo un’autrice ospite di Faccia a faccia con l’autore: Giovanna Di Verniere.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Giovanna, è un piacere ospitarti nel mio blog. Tanto per rompere il ghiaccio, parlami un po’ di te.

Ciao Filippo, molto volentieri.

Sono una giovane art director (posso definirmi giovane a 29 anni?) e vivo a Milano, ma sono nata a Salerno e cresciuta a Lauria, in Basilicata. Creativa di professione, ma anche attrice per passione. Amo viaggiare, non riesco a star ferma nello stesso posto per più di due settimane. E, ovviamente, amo scrivere.

Be’, cara Giovanna, parlando di età, se non sei giovane tu a 29 anni, io cosa sono, un catorcio? Cambiamo discorso, che è meglio. Piuttosto, parlami del tuo libro.

“L’impazienza di Penelope” è un romanzo sentimentale, raccontato in prima persona, quasi come fosse un diario. E’ la storia di una ragazza che evita a tutti costi i legami, ma inconterà una persona che cambierà totalmente il suo modo di vedere l’amore.
 Lo stile è asciutto e intimistico; gli eventi sono narrati in modo lineare, con alcuni intermezzi che si distaccano dal racconto cronologico, per mettere in risalto i sentimenti di smarrimento e impazienza della protagonista, Virginia.

Per questo lo definirei tutt’altro che romantico. Piuttosto…struggente. Ma con un lieto fine. Continua a leggere

FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIANPIERO PISSO

FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIANPIERO PISSO

Gianpiero Pisso

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana è Gianpiero Pisso.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Gianpiero e benvenuto nel mio blog. Vorrei che mi parlassi un po’ di te, intanto. 

Ma certo, è un piacere.

Prima di tutto mi considero un lettore accanito, arrivato alla scrittura in tarda età, quando la mia carriera lavorativa era terminata. Prima non avevo tempo da dedicare a quella che da alcuni anni è diventata una forte passione, che assorbe buona parte del mio tempo libero.

Per me scrivere è comunicare, trasferire sentimenti e poterli condividere con altre persone, i lettori appunto; stabilire con loro un ponte da percorrere nei due sensi, perché chi non sa confrontarsi con i fruitori delle proprie opere è come un eremita avulso dal tempo. Confrontarsi significa anche ricevere ed accettare critiche, perché aiutano lo scrittore a crescere e a migliorare il prossimo romanzo. Il tutto con molta umiltà e naturalezza. Continua a leggere

PUBBLICARE: TUTTA FORTUNA?

PUBBLICARE: TUTTA FORTUNA?

Pubblicare fortuna

BE’, DIPENDE…

Domandarsi se pubblicare é tutta fortuna, è facile.

Il difficile è rispondersi.

Se dovessi farlo razionalmente, direi un spudorato, condito con qualche goccia acida di rabbia e amarezza:

nel mondo dell’editoria odierno, così inquinato, effimero, così antifunzionale, è facile pensare che chi arriva a un’importante pubblicazione ci sia riuscito solo perché baciato dalla fortuna.

E stop.

Ma se mi metto a ragionare col cuore, le cose cambiano:

mi rendo conto che la fortuna è essenziale, ma nella stessa misura in cui lo è negli altri aspetti della vita.

Perciò non può ridursi tutto a questo.

Ci vuole anche il talento.

Non possiamo attaccarci alla solita, banale, retorica dello scrittore fortunato e basta. Continua a leggere