SE VUOI, SARO’ IL TUO PRIMO LETTORE

23 febbraio 2017

Ma che significa, vi starete chiedendo?

Eppure è semplice. Nel titolo è già spiegato praticamente tutto.

Comunque sia, per rendere le cose più chiare, vi racconterò la mia prima esperienze nel mondo della scrittura e dell’editoria, così capirete.

State a sentire:

il giorno che terminai il mio primo racconto, lo consegnai entusiasta nelle mani di mia madre affinché lo leggesse. Nutrivo molte aspettative, la mia era una storia fantastica, geniale, sicuramente un futuro best seller, etc… (conoscete queste emozioni, vero?). Be’, quando mia madre terminò di leggerlo… indovinate un po’? Si congratulò con me, mi disse che la storia, per l’appunto, era fantastica, geniale, un sicuro best seller, etc….

Inutile dire che il mio ego era salito alle stelle, tanto che decisi di inviare il manoscritto a un editore, certo di ottenere un risultato strepitoso.

Ancora oggi ricordo l’amarezza e la profonda delusione dinanzi a quella lettera di rifiuto categorico.

Naturalmente non mi arresi, la mia storia era fantastica (ve lo aveva già detto?), forse l’editore non l’aveva semplicemente capita. Anzi, doveva essere sicuramente così. Provai con altri, e la mia collezione di lettere di rifiuto si arricchì notevolmente.

Eppure mia madre l’aveva trovata entusiasmante; mio padre e un mio amico, che si erano aggiunti nel frattempo, la osannavano senza sosta. Ci volle un po’, prima che capissi l’amara verità:

La mia storia faceva schifo. 

Lettore

No, non l’idea in sé, ma il modo in cui era stata scritta, concepita, articolata. Era un best seller, certo, ma solo per me e per i miei familiari e amici.

I miei primi lettori invece, quelli veri, l’avevano letta e valutata per ciò che realmente era; non è un caso se oggi, rileggendola (eh già, ne conservo ancora una copia), mi renda conto di quanto sia stata acerba e ingenua. In una parola, impresentabile.

Ecco l’importanza del primo lettore.

Perciò lasciate riposare vostra madre, non disturbate vostro padre e non scocciate neppure l’amico o amica del cuore. Loro devono essere gli ultimi a dare un’occhiata a quello che scrivete, perché non riusciranno mai, anche volendo, a dare una valutazione critica reale e concreta sul vostro manoscritto. I loro giudizi saranno sempre annacquati dalla vostra conoscenza. Non è colpa loro, ma dopo vent’anni di esperienze, credo di poter dire che è così e basta.

Quindi, se lo desiderate, posso essere io il vostro primo lettore.

Leggerò la vostra storia, vi dirò se la struttura regge, se tutto funziona o se le cose non vanno proprio. Vi dirò cosa mi ha convinto e cosa no.

Attenzione, però!

Io non sono né un editor, né un operatore editoriale. Sono soltanto una persona che ama leggere e scrivere, quindi non aspettatevi valutazioni professionali, ma solo pareri personali e soggettivi. Questo ci tengo a chiarirlo. Se cercate schede di lettura approfondite e dettagliate, troverete centinaia di agenzie o editor che offrono questo servizio meglio di me (quasi sempre a pagamento).

Quindi, ricapitolando: posso leggere il vostro testo e consigliarvi, solo questo. Poi sarete liberi di ascoltarmi, o infischiarvene e tirare dritto per la vostra strada. Non mi offenderò. Sarò in pace con la mia coscienza.

Potete inviarmi qualunque testo, tranne poesie e saggi. Accetto racconti e romanzi compiuti e incompiuti.

E no, non voglio soldi.

Ve l’ho detto, Nero su bianco offre servizi gratuitamente.

L’unica cosa che chiedo in cambio?

Un “like” alla mia pagina FB, accompagnato da un commento completo di stelline.

E già che ci siete, date un’occhiata alle mie pubblicazioni.

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