COME CREARE UN BUON PERSONAGGIO
Scrivere / 23 settembre 2017

  E FARLO FUNZIONARE Come creare un buon personaggio è un passaggio fondamentale, che dobbiamo imparare a gestire bene. Non possiamo pensare di scrivere una storia decente, se non sorretta da protagonisti efficaci e concreti. Ormai dovremmo aver capito che un romanzo non deve rivolgersi direttamente ai lettori, non può essere lui a parlare, devono farlo i personaggi. E’ attraverso di loro che il pubblico capisce la storia, la segue, e viene incoraggiato a leggerla. Ma per far questo dobbiamo ideare, appunto, personaggi di spessore, che siano soprattutto credibili. Ecco quindi poche regole da seguire per riuscire nell’ardua impresa, o almeno provarci. Il nostro personaggio dovrà: Evitare gli stereotipi. Comportarsi come un essere umano. Possedere un passato. Non dire mai quello che pensa. Possedere peculiarità particolari. Evolversi.

IL PUNTO DI VISTA (TERZA PARTE): CONSIGLI DEFINITIVI
Scrivere / 16 settembre 2017

DI NUOVO IL PUNTO DI VISTA? Eh sì, di nuovo il punto di vista. E’ vero, lo so, ne ho già discusso abbondantemente in questo e quest’altro articolo. E allora, c’è davvero bisogno di parlarne ancora? Leggendo le numerose opere degli autori che ho recensito, direi proprio di sì. Intendiamoci, i libri che ho avuto tra le mani erano molto validi, qualcuno addirittura avrebbe meritato tutt’altra visibilità, ma spesso ho visto emergere, più volte, una certa confusione nella gestione di questa tecnica, che ha finito per svilire il valore ultimo del libro. Credo quindi sia doveroso chiarirla una volta per tutte. Ricordiamoci sempre: nessun (grande) editore ci prenderà mai in considerazione se dimostriamo di essere deboli nella gestione del punto di vista. Detto questo, cominciamo con qualche consiglio definitivo.

SETTE TRUCCHI DA SCRITTORE
Consigli / 1 luglio 2017

  LA MAGIA DI SCRIVERE BENE Dopo i primi sei consigli per scrivere bene, e i successivi otto, parliamo oggi di sette trucchi da scrittore. Accortezze che ritengo assolutamente fondamentali: Imparare a cancellare. Spezzare il brano. Fare attenzione alle frasi in forma negativa. Usare termini specifici. Limitiare le citazioni. Evitare pronomi possessivi. Rispettare la Consecutio temporum. IMPARARE A CANCELLARE Prima impariamo che non siamo infallibili, meglio sarà. Quel che scriviamo non è oro che luccica, ma idee, pensieri, stati d’animo, emozioni che a volte vengono espressi nella giusta forma, e a volte no.

COME TROVARE IL TEMPO PER SCRIVERE
Consigli / 17 giugno 2017

VENTIQUATTR’ORE? TROPPO POCHE Come trovare il tempo per scrivere credo sia uno dei dilemmi più impietosi di ogni scrittore emergente. Assorbiti come siamo dai nostri doverosi e sacrosanti impegni quotidiani, la ricerca di ore e minuti preziosi da dedicare alla nostra grande passione, diviene peggio di un Risiko. Il tempo che riusciamo a rosicare durante la giornata non è mai abbastanza. Anzi, è infinitamente poco. Briciole. Vorremmo… ma non possiamo. Dobbiamo lavorare, occuparci della famiglia, dei problemi, delle bollette, pensare al cane, al pesce rosso, alla visita pomeridiana alla nonna e a un sacco di altre cose, che tuttavia fanno parte della nostra vita. “Avevo l’abitudine di dire agli intervistatori che scrivevo tutti i giorni eccetto Natale, il Quattro Luglio, e il giorno del mio compleanno. La verità è che quando scrivo, scrivo tutti i giorni, fanatico o no. Ciò significa anche il giorno di Natale, il Quattro Luglio, e il giorno del mio compleanno” Stephen King.

COME FORMATTARE UN TESTO NEL MODO GIUSTO
Scrivere / 10 giugno 2017

  QUANDO L’ABITO FA IL MONACO Se pensiamo che terminare il nostro manoscritto sia la cosa più faticosa, ci sbagliamo alla grande. E’ solo l’inizio. Ci sono un sacco di dettagli ancora da sistemare, dopo la revisione, tra cui imparare a formattare il testo nel modo giusto. Se vogliamo presentarlo all’editore, sperando di attirare la sua attenzione, la formattazione diventa un passaggio obbligato che non dobbiamo assolutamente trascurare. Cerchiamo allora di saperne di più su: Impaginazione & varie. Spaziature. Dialoghi. Corsivi. Punteggiatura.

OTTO NUOVI CONSIGLI PER SCRIVERE BENE
Consigli / 17 maggio 2017

C’E’ SEMPRE QUALCOSA DA IMPARARE Dopo i sei consigli per scrivere bene, di cui ho parlato in un precedente post, eccovene altri otto. Scrivere significa non solo mettere in fila parole sulla carta (o sul PC), ma anche continuare a imparare. Che cosa? Trucchi e metodi che spesso ignoriamo. Di seguito ho riassunto i consigli che ritengo fondamentali per migliorare il nostro talento: Sapiente uso di sinonimi. Evitare le ripetizioni. Trovare alternative ai verbi ausiliari. Evitare gli eccessi. Occhio alla punteggiatura. La “d” eufonica. Limitare l’uso di termini stranieri. Ridurre al minimo l’uso delle parentesi.

COME SCRIVERE UN BUON INCIPIT
Scrivere / 6 maggio 2017

CONTINUO A LEGGERE O NO? Questa sarà la domanda che si farà il nostro lettore. Ma che cos’è l’incipit? Facendola facile, non è che l’inizio del nostro libro: le prime parole, le prime frasi che verranno lette da chi lo sfoglierà. Dopo il titolo, rappresenta il secondo biglietto da visita più importante. E’ il primo impatto con il lettore, il punto cardine attorno al quale ruoterà tutto il nostro lavoro. Se l’incipit riuscirà a colpire nel segno, il nostro libro verrà letto, altrimenti sarà messo da parte. Un buon incipit potrà svolgere una duplice funzione: Invogliare il lettore ad acquistare il libro. Invogliare l’editore a leggere il manoscritto. Un incipit noioso o addirittura incomprensibile, invece, rischierà di annoiare il nostro pubblico, inducendolo a non perdere altro tempo con noi. Dobbiamo quindi essere bravi a crearne uno travolgente, che con poche parole (o frasi) sappia inchiodare il lettore al testo fino a quando non sarà più possibile mollarlo.

IL PUNTO DI VISTA (PARTE DUE): QUALE SCEGLIERE?
Scrivere / 29 aprile 2017

OVVERO TRE MODI DI RACCONTARE UNA STORIA Quando prendiamo a scrivere il nostro libro, la prima cosa da scegliere, è il punto di vista con cui farlo. Già, ma quale? Ne esistono ben tre, e tutti con le proprie regole e caratteristiche: La prima persona singolare. La terza persona singolare. Il narratore onnisciente. Cerchiamo di capire con quali occhi mostrare la storia al lettore, in chi farlo immedesimare, e puntiamo dritti al punto di vista che fa al caso nostro.

COME SCEGLIERE IL TITOLO GIUSTO
Scrivere / 22 aprile 2017

OVVERO IL BIGLIETTO DA VISITA DEL NOSTRO LIBRO Scegliere il titolo giusto è di strategica importanza. Siccome sarà la prima cosa che un lettore noterà, e sulla base della quale deciderà se interessarsi o meno al nostro testo, il titolo dovrà essere il più semplice e accattivante possibile. «Quando una persona non riesce a pronunciare il titolo o il nome dell’autore, si intimidisce e non osa più entrare in libreria per chiedere quel libro. Capita più spesso di quanto si creda».  Queste sono le parole di Alfred Knopf, l’editore di Dashiell Hammett, scrittore statunitense di gialli e polizieschi. Ecco quindi cosa deve sapere fare il nostro titolo: Raccontare qualcosa del libro. Far capire di che genere tratta. Suscitare curiosità, o meglio ancora, domande. Accendere un’emozione. QUALCHE ESEMPIO Che ne dite de La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano? Questo titolo, a mio parere, ha il potere di stimolare due reazioni essenziali: le emozioni e le domande.

SOSPENSIONE DELL’INCREDULITA’
Scrivere / 2 aprile 2017

Per comprendere bene l’uso di questa tecnica, proviamo a pensare al Signore degli anelli. Tolkien ci propone una trilogia interamente basata su mondi e personaggi immaginari. Una realtà stravolta, completamente diversa dalla nostra, in cui vivono Hobbit, elfi, orchi e creature di ogni tipo. Ha saputo creare un universo intero di fantasia e irrealtà, e l’ha tenuto sospeso per oltre 1400 pagine, pensate! Se abbiamo letto quest’opera monumentale, non possiamo negare di essere rimasti incollati alle sue pagine per giorni o mesi, a seconda del nostro ritmo di lettura. Sapevamo che quello che stavamo leggendo era pura fantasia, ma non ci saremmo stupiti se uscendo fuori dalla porta ci fossimo imbattuti in Gandalf che veniva a venderci surgelati. Questo perché Tolkien ha saputo usare alla perfezione la sospensione dell’incredulità. E’ stato capace di trasportare il lettore in una situazione immaginaria e impossibile, e riuscire a farglielo credere. Ed è quello che dobbiamo imparare a fare anche noi. Stringere un patto con il lettore: io ti porto là, ma tu prova a crederci. Se saremo bravi, deciderà di sua volontà di lasciarsi cullare dalla fantasia, dal mondo improbabile che gli stiamo offrendo.